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Tiangong-1

Tiangong-1 Forse non tutti sanno che anche l’agenzia spaziale cinese (CNSA), ha una stazione spaziale che orbita attorno alla Terra, certo non si tratta di una stazione spaziale grande come la ISS in quanto le sue dimensioni sono di appena 10,4 metri di lunghezza, ma è pur sempre una stazione spaziale in grado di ospitare tre astronauti per un tempo limitato. La Tiangong-1” (Palazzo del Paradiso)”, è la prima stazione spaziale cinese orbitale nello spazio, il suo lancio e la messa in orbita è avvenuto il 29 settembre del 2011 dal cosmodromo di Jiuquan, (Jiuquan Satellite Launch Center-JSLC), in origine la Tiangong-1, fu progettata per essere utilizzata come laboratorio orbitale e per effettuare degli esperimenti di docking “manovre di aggancio” delle navette Shenzhou che dovevano attraccare durante la vita operativa della stazione spaziale. La Tiangong-1, ha una lunghezza totale di 10,4 metri e una larghezza di 3,5 metri, è composta da due moduli separati, nel primo modulo vi è un laboratorio e il sistema di attracco, mentre il secondo modulo, è destinato ad ospitare gli astronauti, in quest’ultimo potranno condurre esperimenti e ricerche, grazie all’installazione di due pannelli solari tutte le apparecchiature elettriche di bordo hanno un flusso costante di energia elettrica. Nel corso della sua vita operativa “dal 2011 al 2013”, come previsto dal programma, alla Tiangong-1 sono attraccate 3 navette classe “Shenzhou” di cui la prima era sprovvista di equipaggio “(la Shenzhou-8 lanciata il 1 novembre del 2011)”, la missione di questa navetta era solo di testare il sistema di aggancio tra la stazione spaziale e le navette. Il 16 giugno del 2012 fu lanciata la seconda navetta Shenzhou-9 con equipaggio, dopo l’attracco l’equipaggio si è trasferito nel modulo abitativo ed ha iniziato i primi esperimenti nello spazio compiuti da astronauti cinesi, un altro primato della Shenzhou-9 è quello di aver ospitato la prima donna astronauta cinese lanciata nello spazio, il maggiore dell’aeronautica militare cinese Liu Yang, la missione si è conclusa il 23 giugno 2012 con 13 giorni di permanenza nella stazione spaziale. Una terza navetta, la Shenzhou-10, con equipaggio fu lanciata l’11 giugno del 2013 ed attraccò alla Tiangong-1 il 13 giugno, l’equipaggio si trasferì immediatamente nel modulo abitativo e...

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X47B Pegasus

X47B Pegasus Nei primi avvistamenti questo aereo fu considerato un vero e proprio Ufo data la sua forma aerodinamica e la mancanza di derive posteriori, anche mentre veniva trasportato su strada da enormi Tir per i test di decollo dalle portaerei, gli automobilisti di passaggio hanno creduto di trovarsi di fronte ad un velivolo alieno e che il governo americano anche in questa occasione cercava di nascondere l’esistenza di questi oggetti, successivamente in molti lo hanno definito come un velivolo ibrido che utilizza una tecnologia aliena ed umana, noi preferiamo rimanere con i piedi per terra e cercare di dare risposte più o meno plausibili, adesso parliamo di tecnologia terrestre. Il velivolo in questione è L’X-47B Pegasus, certo è vero che dalla sua forma aerodinamica può essere effettivamente scambiato per un velivolo alieno, ma una domanda sporge spontanea, sappiamo davvero come sono fatti i velivoli alieni? Ritornando all’X-47B, questo è un velivolo senza pilota (UCAV) progettato dalla Northrop-Grumman, il suo progetto prevede che possa decollare anche dalle portaerei e i test hanno dato ragione poiché l’X-47B pur essendo un velivolo senza pilota, è riuscito a decollare e poi appontare senza problemi sulla portaerei USS George H. W. Bush (CVN-77) il 10 luglio del 2013, altri test hanno dimostrato che può essere in grado di auto rifornirsi in volo e di volare in semi autonomia. Tra i test effettuati sulla portaerei USS George H. W. Bush (CVN-77), sono stati eseguiti numerosi “Touch-and-go” durante la navigazione in mare, altre prove in mare condotti  nel 2014 questa volta sulla portaerei USS Theodore Roosevelt (CVN-71), hanno fatto registrare ulteriori progressi quali il primo volo notturno e il 17 agosto dello stesso anno, il velivolo è decollato e atterrato sulla USS Theodore Roosevelt a fianco di un A-18 Hornet F, anche tutti questi test sono stati superati con successo, nel mese di febbraio del 2016, tutti questi successi hanno portato la Us-Navy, a decisione di trasformare l’X-47B, da velivolo da ricognizione a velivolo da attacco sena pilota. Dalla sua forma aerodinamica, risalta subito all’occhio la mancanza di una coda che permetta al velivolo di manovrare, ma l’X-47B usa un nuovo sistema jet che comprime l’aria rendendo superflua l’installazione della coda, questo nuovo sistema di navigazione...

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Esopianeti o Super Terre

Esopianeti o Super Terre Grazie ai moderni mezzi scientifici messi a disposizione da strumenti tecnologici di ultima generazione, gli astronomi utilizzando lo spettrografo Harps (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher), hanno individuato un pianeta che in apparenza dimostra essere molto simile alla Terra, il pianeta in questione è stato individuato a circa 42 anni luce dalla Terra precisamente nella costellazione del Pittore e orbita attorno alla stella HD-40307. Il nome del pianeta è HD-40307 g, si deve alla posizione in cui orbita attorno alla sua Stella, infatti, essendo il 6° pianeta del sistema planetario, è stato assegnato la sigla HD-40307 g (“g” sta per la settima lettera dell’alfabeto, la ”a” è assegnata alla stella in cui orbitano i pianeti), questo sistema planetario dista dalla terra circa 42 anni luce, elaborando i dati ottenuti dalle osservazioni, il team di scienziati hanno dichiarato che su quel pianeta ci sono buone possibilità che possa essere abitabile. Alcuni anni fa lo spettrografo (Harps), aveva già individuato sempre nella costellazione Pittore altri 5 pianeti nello stesso sistema planetario in cui si trova HD-40307 g., si è scoperto anche che il sistema planetario orbita attorno ad una stella nana arancione chiamata HD 40307. Gli astronomi sostengono che non solo ci potrebbe essere acqua allo stato liquido sulla superficie di quel pianeta, ma calcolando il movimento rotatorio del pianeta ci sarebbe anche l’alternarsi del giorno e della notte, queste condizioni favorirebbero un equilibrio termico del pianeta e avere un clima e un’atmosfera adatta per ospitare la vita. Il telescopio/spettrografo Harps è uno strumento di grandissima precisione e i suoi margini di errori sono infinitesimali, le osservazioni quindi sono molto accurate, queste hanno evidenziato la presenza/scoperta di molti altri pianeti extrasolari che potrebbero avere le condizioni adatte a ospitare forme di vita, di seguito riportiamo una breve descrizione con il nome di alcuni di questi pianeti;   Gliese-581g, Chiamato anche Zarmina da uno dei suoi scopritori, fu scoperto il 29 settembre del 2010, dista dalla Terra circa 20,5 anni luce, questo pianeta trovandosi nel fascia abitabile della stella madre “Gliese”, è stato considerato per molto tempo come il pianeta più simile alla Terra mai scoperto, è localizzato nella costellazione della Bilancia. Tuttavia, recenti studi hanno...

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Neve su Plutone

Neve su Plutone Il passaggio della sonda New Horizons vicino a Plutone ha evidenziato che sulle cime delle montagne del planetoide, la presenza di vaste aree di colore biancastro tanto da far pensare alla presenza di perturbazioni nevose che imbiancano le vette di quei rilievi, ma una domanda sporge spontanea… è mai possibile che su Plutone nevichi? Il mistero è presto spiegato, infatti, secondo gli scienziati della Nasa, la spiegazione più logica è che dato la bassissima temperatura che caratterizza Plutone “circa -230° C.”, quelle macchie biancastre non sarebbero altro che metano condensato sotto forma di ghiaccio. L’area su cui New Horizons ha osservato queste formazioni “nevose”, si trova in una zona che si estende per circa tremila chilometri di lunghezza e di circa 750 chilometri di larghezza, questa è localizzata nelle vicinanze dell’equatore di Plutone precisamente nella regione che è chiamata Cthulhu. L’atmosfera di Plutone si presenta come un’atmosfera complessa e stratificata, essa è composta prevalentemente da azoto e nelle sue stratificazioni, oltre all’azoto, l’atmosfera è composta anche da particelle di Toline (1) e metano, le nubi composte da metano, secondo gli studiosi darebbero luogo alle precipitazioni “nevose” che imbiancando le cime dei rilievi caratterizzano la regione, le precipitazioni di metano condensandosi si trasformerebbero in ghiaccio di metano così come avviene sul nostro pianeta con le precipitazioni nevose. Nella stratificazione inferiore dell’atmosfera invece, è composta da particele di Toline, queste particelle aggregandosi tra di loro, aumentano di peso per poi precipitare sulla superficie del planetoide colorando l’area delle pianure sottostanti di un colore rosso/marrone. Il colore chiaro delle vette dei rilievi contrasta in modo netto il colore delle pianure sottostanti poiché le cime risultano essere di un colore bianco e brillante rispetto al color rosso/marrone che contraddistingue la zona delle pianure. Aspettiamo ulteriori notizie da Plutone e da Caronte poiché questa missione spaziale è ancora in corso, infatti si prevede che la missione sarà attiva fino al 2026. P.S.;  (1) Toline è il nome creato per descrivere dei composti organici dal colore rosso scuro, queste sostanze non esistono in natura sul nostro pianeta, ma sono stati individuati su alcuni pianeti e satelliti presenti nel sistema solare esterno, si deve all’ Astronomo Carl Sagan...

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Eutelsat 65 West A

Eutelsat 65 West A Alle 02:20 del 09/03/2016 dal poligono spaziale dell’Esa di Kourou, a bordo di un razzo vettore Ariane-V, è stato lanciato con successo il satellite per telecomunicazioni Eutelsat 65 West A, questo lancio ha fatto registrare anche un altro traguardo, cioè il 71° lancio consecutivo effettuato con successo dal vettore Ariane-V dimostrando l’affidabilità di questo sistema di lancio. L’Eutelsat 65 West-A è un satellite multifunzione, cioè è un satellite che permetterà l’accesso alla banda larga ed aumenterà la copertura televisiva ad alta definizione dell’America latina anche in vista delle imminenti Olimpiadi che si svolgeranno a Rio de Janeiro questa estate (2016), Eutelsat 65 West A, sarà anche in grado di fornire una copertura transatlantica per le trasmissioni video transcontinentali. Eutelsat 65 West A, inizierà nei prossimi giorni le manovre necessarie per posizionarsi definitivamente in orbita geostazionaria, in seguito poi saranno dispiegate le antenne iniziando così la fase dei test di funzionamento, è previsto che sarà operativo nel mese di maggio (2016), e si stima che avrà una “vita” media di almeno 15 anni. Entro poche settimane, l’EUTELSAT 65 West A verrà presto raggiunto da un altro satellite per telecomunicazioni, l’EUTELSAT 117 West B, quest’ultimo servirà per aumentare la capacità sul mercato latino-americano dell’intero sistema di telecomunicazioni. Secondo Rodolphe Belmer, (amministratore delegato di Eutelsat Communications), ..….“Il lancio di EUTELSAT 65 West A è un’altra tappa fondamentale nel piano di espansione della nostra copertura in America, che realizzeremo attraverso una combinazione di zone di copertura e bande di frequenza pensata unicamente per rispondere alle diverse esigenze dei nostri clienti. Il nostro ringraziamento va ad Arianespace per l’ennesimo lancio perfetto – il nostro 31esimo sui razzi Ariane – e a SSL, per aver fornito la più avanzata e sofisticata tecnologia satellitare”. “(liberamente tratto da varie fonti contestuali cartacee e telematiche)” Copyright © 2016 by Mystery...

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Redirect Mission Asteroid, ARM

Redirect Mission Asteroid, ARM Come preannunciato in un articolo precedente, la difesa della Terra da impatti o comete è considerata dalla comunità scientifica mondiale una priorità da non sottovalutare minimamente, per questo nuovi progetti continuano ad essere presentati come ad esempio quello che sta sviluppando la Nasa e di cui sto per parlarvi…. Il progetto ARM o “Redirect Mission Asteroid”. Lo sviluppo del programma “ARM”, prevede una missione robotica su un grande asteroide, giunto a destinazione, raccogliere un masso dal peso di alcune tonnellate e di posizionarlo in orbita stabile attorno la nostra Luna, “denominata orbita retrograda distante” in modo che altre missioni con astronauti a bordo lo possano esplorare successivamente e ritornare sulla Terra con dei campioni di quell’’asteroide. La Nasa ha già individuato un migliaio di asteroidi che sono relativamente vicini al nostro pianeta, su cui poter effettuare la missione di recupero del masso e per poterlo posizionare in orbita stabile attorno alla Luna entro il 2020, ma da tutti questi, al momento, ne sono stati selezionati solo quattro in quanto sembrano avere le caratteristiche giuste per una missione robotica in situ. Continuando le ricerche con l’ausilio anche del telescopio spaziale all’infrarosso “Neowise”, il beneficio sarà molteplice poiché oltre a sviluppare delle nuove tecnologie, potremo anche individuare tempestivamente dei bolidi celesti che si avvicinano pericolosamente alla Terra, la missione robotica testerà anche delle tecniche di difesa una delle quali, sarà quella di riuscire a deviare dalla loro traiettoria degli asteroidi che si avvicinano pericolosamente al nostro pianeta. Il lancio della missione “ARM”, è programmato entro l’inizio del 2020, se tutto procede secondo i piani, entro la metà dello stesso anno sarà pienamente operativa, tutti i dati e i test raccolti dalla Nasa, porteranno anche un notevole contributo scientifico, poiché si acquisiranno nuove tecnologie avanzate e nuove esperienze sul volo spaziale per utilizzarli in futuro in una missione umana su Marte prevista nel 2030.  “(liberamente tratto da varie fonti contestuali cartacee e telematiche)” Copyright © 2016 by Mystery...

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