Crea sito

Juno chiama Giove

Juno chiama Giove Kennedy Space Center di Cape Canaveral, Florida………. è il 5 Agosto 2011…….. via…….verso il più grande pianeta del sistema solare…Giove …l’ultimo pianeta a cui si devono carpire i segreti…l’ultimo grande pianeta rimasto da studiare ……il più grande e il più misterioso …si parte alla sua…conquista. E’ Juno che proverà a farlo, una sonda della Nasa, la sua missione ambiziosissima è quella di studiare il campo magnetico, la struttura e la composizione dell’atmosfera del gigante gassoso Giove. Lanciata dalla Terra il 5 agosto 2011, dovrebbe entrare nell’orbita del pianeta il 4 luglio 2016. Le è stato dato il nome di una divinità greca “Era” (Giunone per i romani) l’unica in grado di vedere la vera natura del marito Giove. Ed in effetti di Giove non si vede molto……………solo quell’enorme tempesta che lo caratterizza. Juno fa parte di un programma molto ambizioso (Program New Frontieres), nel quale saranno realizzate missioni altamente specializzate, a costi molto contenuti. Gli obbiettivi di Juno saranno molto molto importanti per capire meglio Giove. Studierà le proprietà strutturali e la dinamica generale del pianeta, con la misurazione della sua massa, del nucleo e dei campi gravitazionali e magnetici e investigherà sulla struttura tridimensionale della magnetosfera dei poli. La missione Juno sarà la prima missione diretta su Giove ad usare pannelli solari al posto dei generatori termoelettrici a radioisotopi. A bordo della sonda, equipaggiata con strumenti scientifici all’avanguardia, c’è anche una placca dedicata a Galileo Galilei, ed è una copia in alluminio dell’originale manoscritto dove Galileo descrisse per la prima volta le lune galileiane di Giove, in più nota curiosa a bordo sono state messe tre figurine della Lego che rappresentano Galileo, Giove e sua moglie Giunone, sempre in alluminio per arrivare integre allo storico appuntamento. La sua entrata nell’orbita di Giove è prevista per il 4 Luglio 2016. A quella data Juno avrà percorso 3 Miliardi di Chilometri e 5 anni di viaggio per arrivare. Una volta agganciato Giove, Juno avrà davanti 20 mesi di intensa attività scientifica e raccolta dati. JUNO sarà la prima sonda in assoluto a volare sui poli di Giove e lo farà ruotando su se stessa due volte al minuto, come una trottola…ma una...

Read More

Tiangong-1

Tiangong-1 Forse non tutti sanno che anche l’agenzia spaziale cinese (CNSA), ha una stazione spaziale che orbita attorno alla Terra, certo non si tratta di una stazione spaziale grande come la ISS in quanto le sue dimensioni sono di appena 10,4 metri di lunghezza, ma è pur sempre una stazione spaziale in grado di ospitare tre astronauti per un tempo limitato. La Tiangong-1” (Palazzo del Paradiso)”, è la prima stazione spaziale cinese orbitale nello spazio, il suo lancio e la messa in orbita è avvenuto il 29 settembre del 2011 dal cosmodromo di Jiuquan, (Jiuquan Satellite Launch Center-JSLC), in origine la Tiangong-1, fu progettata per essere utilizzata come laboratorio orbitale e per effettuare degli esperimenti di docking “manovre di aggancio” delle navette Shenzhou che dovevano attraccare durante la vita operativa della stazione spaziale. La Tiangong-1, ha una lunghezza totale di 10,4 metri e una larghezza di 3,5 metri, è composta da due moduli separati, nel primo modulo vi è un laboratorio e il sistema di attracco, mentre il secondo modulo, è destinato ad ospitare gli astronauti, in quest’ultimo potranno condurre esperimenti e ricerche, grazie all’installazione di due pannelli solari tutte le apparecchiature elettriche di bordo hanno un flusso costante di energia elettrica. Nel corso della sua vita operativa “dal 2011 al 2013”, come previsto dal programma, alla Tiangong-1 sono attraccate 3 navette classe “Shenzhou” di cui la prima era sprovvista di equipaggio “(la Shenzhou-8 lanciata il 1 novembre del 2011)”, la missione di questa navetta era solo di testare il sistema di aggancio tra la stazione spaziale e le navette. Il 16 giugno del 2012 fu lanciata la seconda navetta Shenzhou-9 con equipaggio, dopo l’attracco l’equipaggio si è trasferito nel modulo abitativo ed ha iniziato i primi esperimenti nello spazio compiuti da astronauti cinesi, un altro primato della Shenzhou-9 è quello di aver ospitato la prima donna astronauta cinese lanciata nello spazio, il maggiore dell’aeronautica militare cinese Liu Yang, la missione si è conclusa il 23 giugno 2012 con 13 giorni di permanenza nella stazione spaziale. Una terza navetta, la Shenzhou-10, con equipaggio fu lanciata l’11 giugno del 2013 ed attraccò alla Tiangong-1 il 13 giugno, l’equipaggio si trasferì immediatamente nel modulo abitativo e...

Read More

Super stelle in R136

Super stelle in R136 Il telescopio Hubble anche se verrà sostituito dal nuovo Telescopio spaziale James Webb Space Telescope, continua ancora a fornirci delle immagini spettacolari dell’universo poiché anche ultimamente ha dato prova della sua importanza nel campo astronomico. Gli astronomi indirizzando il telescopio verso l’ammasso stellare R-136, hanno scoperto nove nuove grandi stelle facendo delle osservazioni utilizzando i filtri ultravioletti di Hubble, queste grandi stelle da un primo calcolo risultano avere una massa pari a cento volte più grandi rispetto alla massa del nostro sole, queste nuove stelle sono classificate come stelle mostro. Queste stelle mostro sono state individuate nel giovane ammasso stellare chiamato R136, che è situato nella nebulosa della Tarantola, questa, ovvero la nebulosa della Tarantola a sua volta fa parte della grande nube di Magellano, attualmente la stella più massiccia dell’universo è R136a1 con una massa pari a 250 volte maggiore rispetto al nostro Sole, tuttavia considerando la loro mostruosa grandezza, la loro luminosità, l’ingente riduzione di peso causata dall’espulsione della loro massa mensilmente “( pari all’intera massa terrestre)”, che avviene con una velocità molto vicina all’uno per cento della velocità della luce, considerando questi fattori, si deduce che la “vita” di queste grandi stelle sarà relativamente breve. Paul Crowther, professore d’astrofisica presso l’Università di Sheffield, (Regno Unito) spiega che… “La capacità di distinguere la luce ultravioletta in una regione particolarmente affollata dello spazio e riuscendo ad individuare anche le firme emesse dalle singole stelle, è stata resa possibile solo grazie agli strumenti installati a bordo del telescopio spaziale Hubble”, Il Dr Saida Caballero Nieves della stessa università di Sheffield e co-autore dello stesso studio, aggiunge…: “Ci sono elementi che suggeriscono che questi mostri stellari sono il prodotto risultante dalla fusione di stelle meno estreme situate in sistemi binari stretti, questo scenario però non può tenere conto di tutte le stelle massicce che vediamo nell’ammasso stellare R136, quindi sembrerebbe che tali stelle possono avere origine dal processo di formazione stellare “. La continuazione dello studio dell’ammasso stellare R136 certamente porterà altre nuove risposte circa la formazione di queste grandi stelle e dal momento che la “vita” relativa di queste stelle è molto breve, si pensa che quando “muoiano”, possano diventare dei...

Read More

New Horizons e Plutone

New Horizons e Plutone Il 19 gennaio 2006 dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral (Florida) fu lanciato con successo un razzo vettore Atlas-V con un carico scientifico che comprendeva la sonda interplanetaria “(New Horizons)”, questa sviluppata dalla Nasa era destinata principalmente allo studio e l’esplorazione di Plutone e del suo satellite “Caronte”, la missione prevede anche uno studio degli oggetti presenti nel sistema solare esterno nella fascia di Kuiper Belt. Dopo un viaggio durato poco più di nove anni, il 14 luglio del 2015, la New Horizons ha raggiunto finalmente Plutone ed ha iniziato la missione per cui è stata concepita, i dati inviati sulla Terra sino ad ora hanno portato nuove importanti conoscenze per ciò che riguarda l’aspetto geologico e morfologico che caratterizza Plutone, ad esempio è stata rilevata la presenza di metano ghiacciato sulle vette più alte, la presenza di particelle di Toline, di un atmosfera complessa e stratificata e recentemente le osservazioni hanno portato alla scoperta di un lago ghiacciato composto da Azoto il cui diametro è di circa 30 chilometri. Terminata l’esplorazione di Plutone, di Caronte e degli altri quattro satelliti minori, la sonda continuerà la sua missione dirigendosi verso l’area esterna del sistema solare, cioè nella fascia di Kuiper per studiare l’eventuale presenza di altri satelliti o oggetti attualmente sconosciuti presenti nel sistema solare esterno ed analizzare un’anomalia gravitazionale presente nella stessa fascia, il che fa presumere l’esistenza di un grosso pianeta fino ad ora ancora non individuato. Curiosità… Con sonda new Horizons viaggiano nello spazio anche le ceneri dell’astronomo ClydeTombaugh (1906/1997), si deve alle sue osservazioni la scoperta di Plutone nel anno 1930, il carico della sonda oltre alle strumentazioni scientifiche comprende anche, alcuni piccoli oggetti, infatti è stato deciso di mettere a bordo della sonda degli oggetti di uso comune della vita quotidiana umana, ovvero…contiene un francobollo sul quale è scritta la frase…Plutone: non ancora esplorato, poi due monete da 0,25cent $, due bandiere degli Stati Uniti d’America, infine un Cd-Rom con una lista di circa 434000 nomi di persone iscritte al progetto, ma a che scopo? Precisazioni; Il nome Plutone deriva anche dalle iniziali “PL “del celebre astronomo Percival Lowel (1855/1916) che per primo ipotizzò...

Read More

Voyager 2

Voyager 2 C’è nessuno nell’universo? Questa è la domanda che ci siamo posti almeno una volta ognuno di noi. Lo studio dello spazio interstellare è proprio quello di dare una risposta alle nostre domande, infatti, si costruiscono e si lanciano nello spazio, nuove sonde interplanetarie, affinché possano svelare i segreti che si celano nell’universo. Parlando di sonde, ho scelto la Voyager-II, che con quasi trentanove anni di attività nello spazio, è attualmente la sonda spaziale più longeva di tutti i tempi, l’inizio della sua missione avvenne il 20 agosto 1977 da Cape Canaveral a bordo di un razzo Titan-III-Centaur. In origine la missione prevedeva solo lo studio di Saturno, di Giove e dei loro rispettivi satelliti (è dalla Voyager-II che vengono la maggior parte delle informazioni su questi due pianeti), poi durante la missione, gli astronomi si accorsero che si poteva sfruttare un raro allineamento planetario tra i due pianeti (Giove e Saturno), per far proseguire la sonda verso Urano e Nettuno. Tra le scoperte più importanti della Voyager-II possiamo riportare; La scoperta della corrente a getto nel polo nord di Saturno La presenza dei Poli “nord-Sud” su Urano e su Nettuno La scoperta di potenti Geyser su Tritone che s’innalzano fino a 8 km dalla superficie, (Tritoneè il satellite principale di Nettuno ed è anche uno dei satelliti più massicci dell’intero sistema solare.) Attualmente la Voyager-II è ancora in perfetto stato e funzionante al 100%, continua il suo viaggio indisturbata verso l’esterno del sistema solare, dove raggiungerà anche altre due sonde interplanetarie, la Pioneer- 10 e la Voyager-I. Il 13 agosto 2012 la Voyager-II ha battuto il record di longevità nello spazio fino allora detenuto dalla sonda Pioneer-10, che aveva al suo servizio ben con 34 anni e 357 giorni. Il 6 marzo 2014 la Voyager-II, è stato stimato che si trovava alla distanza di 15,596 miliardi di km dal Sole, la velocità allo stato attuale sembra in fase di rallentamento, ma è ancora stimata che viaggi a circa 15,419 km/s, gli astronomi confidano che grazie alle sue batterie la sonda resterà operativa fino al 2025. Tuttavia, il giroscopio montato all’interno della sonda che permette di orientare l’antenna di bordo verso la Terra, ha smesso di funzionare poiché era previsto che smettesse...

Read More

Esopianeti o Super Terre

Esopianeti o Super Terre Grazie ai moderni mezzi scientifici messi a disposizione da strumenti tecnologici di ultima generazione, gli astronomi utilizzando lo spettrografo Harps (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher), hanno individuato un pianeta che in apparenza dimostra essere molto simile alla Terra, il pianeta in questione è stato individuato a circa 42 anni luce dalla Terra precisamente nella costellazione del Pittore e orbita attorno alla stella HD-40307. Il nome del pianeta è HD-40307 g, si deve alla posizione in cui orbita attorno alla sua Stella, infatti, essendo il 6° pianeta del sistema planetario, è stato assegnato la sigla HD-40307 g (“g” sta per la settima lettera dell’alfabeto, la ”a” è assegnata alla stella in cui orbitano i pianeti), questo sistema planetario dista dalla terra circa 42 anni luce, elaborando i dati ottenuti dalle osservazioni, il team di scienziati hanno dichiarato che su quel pianeta ci sono buone possibilità che possa essere abitabile. Alcuni anni fa lo spettrografo (Harps), aveva già individuato sempre nella costellazione Pittore altri 5 pianeti nello stesso sistema planetario in cui si trova HD-40307 g., si è scoperto anche che il sistema planetario orbita attorno ad una stella nana arancione chiamata HD 40307. Gli astronomi sostengono che non solo ci potrebbe essere acqua allo stato liquido sulla superficie di quel pianeta, ma calcolando il movimento rotatorio del pianeta ci sarebbe anche l’alternarsi del giorno e della notte, queste condizioni favorirebbero un equilibrio termico del pianeta e avere un clima e un’atmosfera adatta per ospitare la vita. Il telescopio/spettrografo Harps è uno strumento di grandissima precisione e i suoi margini di errori sono infinitesimali, le osservazioni quindi sono molto accurate, queste hanno evidenziato la presenza/scoperta di molti altri pianeti extrasolari che potrebbero avere le condizioni adatte a ospitare forme di vita, di seguito riportiamo una breve descrizione con il nome di alcuni di questi pianeti;   Gliese-581g, Chiamato anche Zarmina da uno dei suoi scopritori, fu scoperto il 29 settembre del 2010, dista dalla Terra circa 20,5 anni luce, questo pianeta trovandosi nel fascia abitabile della stella madre “Gliese”, è stato considerato per molto tempo come il pianeta più simile alla Terra mai scoperto, è localizzato nella costellazione della Bilancia. Tuttavia, recenti studi hanno...

Read More

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi

MYSTERY RANGERS, non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità,pertanto non può essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della Legge n° 62/2001. Alcune immagini sono tratte dalla libera navigazione su Internet: qualora la loro pubblicazione violi eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo e saranno subito rimosse